http://it.qoob.tv/users/user_page.asp?id=19752
maurizio.caggiano@gmail.com
mercoledì 28 ottobre 2009
mercoledì 21 ottobre 2009
Stage presso GAI Giovani Artisti Italiani Torino
I luoghi visitati nell'ambito dello stage presso il GAI di TorinoNUOVI ARRIVI/PROPOSTE 2009
ST.ART ME UP
4 novembre - 4 dicembre
Nel 2009 Nuovi Arrivi e Proposte si incontrano, integrando i loro obiettivi
per rafforzare il sostegno alla scena artistica emergente di Città di
Torino e Regione Piemonte. L’Accademia Albertina ospita una mostra di
artisti under 35 attivi in Piemonte, italiani e non, selezionati da Maria
Teresa Roberto, dando spazio a un confronto che ne intreccia le storie e
le intenzioni. Affianca la mostra una sezione inedita dedicata ai giovani
curatori, invitati a proporre un progetto espositivo o di intervento artistico
nel territorio. La sezione Zona Arrivi presenta inoltre i vincitori del
Premio Passaporto 2008 di UniCredit Private Banking - Gruppo
UniCredit. La Commissione Arti Visive della Regione Piemonte selezionerà
inoltre due artisti e un curatore ai quali sarà offerta l’occasione
formativa di una residenza internazionale.
Accademia Albertina delle Belle Arti - Via Accademia Albertina, 6 Torino
Luci d'Artista – INAUGURAZIONE XII edizione
Galleria Subalpina
Accensione della nuova opera di Marco Gastini.
Sonorizzazioni dal vivo a cura di Traffic.
Le luci d’artista saranno accese fino al 10 gennaio 2010
Per una passeggiata tra le installazioni luminose delle vie e piazze del centro, vedi mappa su www.contemporarytorinopiemonte.it
Fondazione Merz
MONA HATOUM
NATURA MORTA
27 settembre - 22 novembre
Il progetto nasce dalla collaborazione con la Fondazione Querini
Stampalia di Venezia e prevede lo scambio di due lavori di Luisa
Rabbia e Mona Hatoum esposti nelle rispettive mostre: Luisa Rabbia.
In viaggio sotto lo stesso cielo (Fondazione Merz ) e Mona Hatoum.
Interior Landscape (Fondazione Querini Stampalia). L’obiettivo dei due
musei è quello di promuovere le proprie produzioni e offrire ad un pubblico
più ampio la possibilità di approfondire la conoscenza di due
artiste contemporanee. L’opera Natura morta consiste in una serie di
bombe a mano realizzate in vetro di Murano e posizionate sul tavolo in
vetro Doppia Spirale di Mario Merz.
Fondazione Merz - Via Limone, 24 Torino
www.fondazionemerz.org
GALLERIA CIVICA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
GAM UNA FINESTRA APERTA
SUL MONDO DELL’ARTE
dal 24 ottobre
La GAM di Torino inaugura i suoi spazi espositivi. Un grande lavoro di progettazione e di riallestimento delle collezioni permanenti, per ridisegnare completamente la struttura delle sale dedicate alle mostre temporanee, alla Videoteca e ai Servizi Educativi.
Un museo nuovo, riorganizzato secondo un progetto museografico che vede l’integrazione e il dialogo tra le opere. I nuovi progetti comprendono il riallestimento delle Collezioni Permanenti secondo un ordine tematico, la mostra Il Teatro della Performance, la Wunderkammer con la mostra di disegni di Pietro Giacomo Palmieri, e GAM Underground Project con la mostra di Ian Kiaer.
IL TEATRO DELLA PERFORMANCE
24 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010
Grande mostra storica, curata da Danilo Eccher, dedicata alla ricerca performativa che, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, ha caratterizzato il lavoro di un gruppo di artisti determinando profondi sviluppi nei decenni successivi.
Il Teatro della Performance non è una mostra di documentazione, non si concentra sulla registrazione dell’atto, ma sulla scena del suo accadere. In mostra lavori di Katsuo Shiraga, esponente del gruppo Gutai, Paul Mc Carthy, Herman Nitsch, Gilbert & George, John Bock, Michelangelo Pistoletto e Marina Abramovic che sarà presente a Torino e proporrà uno storico incontro con il pubblico della mostra.
IAN KIAER
THE GAM UNDERGROUND PROJECT
24 ottobre 2009 - 24 gennaio 2010
GAM Underground Project è un luogo di ricerca dove analisi e sperimentazione intrecciano i loro
cammini. Un vero e proprio spazio museale che la GAM mette a disposizione per l’espressione e lo
studio dell’arte contemporanea attraverso un ciclo di mostre personali e collettive e una collana di
cataloghi e libri d’artista. Dà il via al progetto la personale dedicata a Ian Kiaer, (nato a Londra
nel 1971) 21 installazioni che raccontano per la prima volta, in una grande mostra, dieci anni di
lavoro.
GAM - Galleria Civica D’Arte Moderna e Contemporanea
Fondazione Torino Musei
Via Magenta 31, Torino
www.gamtorino.it
Castello di Rivoli
MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA
GIANNI COLOMBO
16 settembre 2009 - 10 gennaio 2010
Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza la più
importante mostra retrospettiva dedicata all’opera dell’artista italiano
Gianni Colombo (Milano, 1937 - Melzo, 1993) protagonista dell’arte
cinetica internazionale. La rassegna include circa cento opere per
le quali l’artista è diventato noto negli anni Sessanta e Settanta, tra
cui una vasta selezione di quadri e sculture mobili, strutture di luce e
diversi tra i suoi ambienti più rappresentativi. In occasione della
mostra entrano a far parte della collezione permanente del Museo,
grazie alla Fondazione CRT - Progetto Arte Moderna e Contemporanea,
l’opera cinetica Roto-optic (1964) e l’ambiente Bariestesia (1974-1975).
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea - Piazza Mafalda di Savoia - Rivoli (TO)
www.castellodirivoli.org
ARTISSIMA – INAUGURAZIONE
ARTISSIMA 16
6 - 7 - 8 novembre
La miglior finestra sulla contemporaneità e i giovani artisti, una straordinaria
lista di gallerie italiane e straniere, accanto a progetti e
sezioni curatoriali con i nomi più interessanti del panorama internazionale.
Una settimana di grandi eventi in tutta la città dall’innovativo
progetto sul rapporto tra arti visive e teatro a una serie di iniziative
collaterali che spaziano dal cinema al fumetto alla musica elettronica.
Lingotto Fiere pad. 3 - Via Nizza, 280-294 Torino
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo
INDAGINI DI UN CANE
OPERE DELLE COLLEZIONI FACE
21 ottobre 2009 - 7 febbraio 2010
Prima mostra del progetto europeo FACE (Fondazione d’arte per
l’Europa Contemporanea), a cui aderiscono: Fondazione DESTE, Atene,
Fondazione Ellipse, Cascais, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo,
Torino, La Maison Rouge, Parigi, Magasin 3, Stoccolma. La mostra presenta
una selezione di circa 40 opere provenienti dalle collezioni delle
cinque istituzioni. Indagini di un cane prende il proprio titolo da un
racconto di Franz Kafka il cui protagonista, un cane, si interroga sul
senso della comunità. Tra gli artisti in mostra: Maurizio Cattelan,
Roberto Cuoghi, Jeff Koons e Paul McCarthy.
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo - Via Modane, 16 Torino
www.fondsrr.org
PARATISSIMA 5.2
L’EVENTO ARTISTICO 2.0
5 - 8 novembre
Quadrilatero San Salvario
Tre giorni di mostre, esposizioni, performance di strada, dj set e concerti in programma nella suggestiva cornice del quadrilatero di San Salvario. Un quartiere in festa che coinvolge le botteghe degli artigiani, i negozi, gli studi professionali, i locali storici ma anche i cortili e gli spazi dei privati, per celebrare la creatività e la passione dei giovani artisti che hanno voglia di comunicare la loro arte e che sono in cerca di spazi e occasioni. Paratissima 5.2 è organizzata dal Gruppo Para in collaborazione con la Circoscrizione 8 e l’Associazione Ylda.
www.parassito.it
PAV - parco arte vivente
GREENHOUSE (AUTUMN)
30 ottobre - 31 dicembre
La collettiva, il cui titolo prende spunto dall’architettura ospitante, intende tracciare un ampio paesaggio di pratiche artistiche e di interpretazioni del vivente, del reale e del naturale.
Diego Bonetto (1969, Torino, vive a Sydney) disegna un percorso vegetale tra le specie spontanee del parco attraverso l’impiego di software e palmari interattivi.
Mentre le installazioni di Nicola Toffolini (1975, Udine) sono vere e proprie macchine programmate che sfidano le leggi della natura, i video di Laura Viale (1967, Torino) indagano il paesaggio attraverso una visione densa di allegorie.
Parco Arte Vivente - Via Giordano Bruno, 31 Torino
www.parcoartevivente.it
martedì 13 ottobre 2009
lunedì 12 ottobre 2009
"introDANZA"di Vanessa Viggiano
L'autoritratto scava nello stato emozionale dell'artista mettendo in luce la creativita' che vive dentro come una danza incalzante.
La vanita' e la brevita' dell'esistenza di una farfalla sono simbolo della percezione che l'artista ha della sua identita',mutevole ,ma inquadrata dal ciclo periodico della natura e supportato dalla forza intima della musica.L'incanto di note celtiche,i tratti di carattere,le fasi,rendono vivo l'intento di comunicare al fruitore uno schizzo interiore cercando di coinvolgerlo in esso e invitandolo a lasciare un commento con la scelta di un colore.
Video,luci e ombre,ritmo e suono sono alla base del progetto che si propone ,quindi, di esprimere una personale e profonda riflessione nel modo piu' diretto possibile.
La vanita' e la brevita' dell'esistenza di una farfalla sono simbolo della percezione che l'artista ha della sua identita',mutevole ,ma inquadrata dal ciclo periodico della natura e supportato dalla forza intima della musica.L'incanto di note celtiche,i tratti di carattere,le fasi,rendono vivo l'intento di comunicare al fruitore uno schizzo interiore cercando di coinvolgerlo in esso e invitandolo a lasciare un commento con la scelta di un colore.
Video,luci e ombre,ritmo e suono sono alla base del progetto che si propone ,quindi, di esprimere una personale e profonda riflessione nel modo piu' diretto possibile.
"Tocca la mia natura"di Flavia Adamo
Farsi capire e far capire come si è realmente rappresenta un "tuffo" nel passato,nel presente e nel futuro.
La mia identità é: una stella marina che assorbe l'acqua del mare così come io vivo intensamente ogni attimo della mia vita;un girasole perchè rappresenta la mia solarità;un occhio che permette di rivedere il passato,di soffermarsi sul presente e di proiettarsi nel futuro;un orologio che per tutti, con il suo movimento, scandisce quel tempo che per me non ha motivo di esistere....
La mia identità é: una stella marina che assorbe l'acqua del mare così come io vivo intensamente ogni attimo della mia vita;un girasole perchè rappresenta la mia solarità;un occhio che permette di rivedere il passato,di soffermarsi sul presente e di proiettarsi nel futuro;un orologio che per tutti, con il suo movimento, scandisce quel tempo che per me non ha motivo di esistere....
venerdì 9 ottobre 2009
lunedì 5 ottobre 2009
“IO-OI” di Michela La Vecchia
IO-OI è un’installazione-autoritratto ambientata nei Calanchi. Una pianta grassa a forma di cervello, che fuoriesce da una lastra d’acciaio tra la terra arida, è la percezione di sé che ha l’artista. Un’identità, impenetrabile ma penetrante, frutto di una mutazione naturale così come la pianta trasformata nella sua forma da un virus. L’acciaio, come la tecnologia che pervade ogni attimo della vita contemporanea, luccicante e attrattivo. Una terra, apparentemente indifesa, pronta, invece, a mutare ed a resistere anche alla distruzione dell’industrializzazione. La visione di sé e della vita è, per l’artista, imprescindibile dalla natura in tutte le sue forme.
Verde sentire di Maria Lucia Gallotta
Il progetto sull’autoritratto prende forma attraverso l’analisi periodica del proprio stato d’animo in relazione a diversi concetti-oggetti destinati a caratterizzare l’installazione dell’artista.
Cercare di trasmettere la propria identità è sintetizzata in un gesto pratico che il fruitore dell’opera dovrà compiere e che lo porterà all’ascolto di momenti significativi del trascorso dell’artista.
Basandosi esclusivamente su esperienze sensoriali tangibili ed esperienze sensoriali non tangibili che caratterizzano la vita dell’artista egli pone l’attenzione su come l’interazione opera-fruitore possa creare un feedback ottenuto da vibrazioni diverse che egli stesso vuole a trasmettere a diversi fruitori.
Cercare di trasmettere la propria identità è sintetizzata in un gesto pratico che il fruitore dell’opera dovrà compiere e che lo porterà all’ascolto di momenti significativi del trascorso dell’artista.
Basandosi esclusivamente su esperienze sensoriali tangibili ed esperienze sensoriali non tangibili che caratterizzano la vita dell’artista egli pone l’attenzione su come l’interazione opera-fruitore possa creare un feedback ottenuto da vibrazioni diverse che egli stesso vuole a trasmettere a diversi fruitori.
“Gioca con la mia identità” di Beatrice Nolè
La forza in attacco alla fragilità, la determinazione in difesa della libertà…. sono “sfere” della personalità dell’artista elevate per incidere la sua identità, quasi una schiacciata che fa punto, grazie al connubio tra arte e sport.
Connubio che “sotto rete” esploderà in una installazione, che sarà ricezione per il fruitore (a contatto con i materiali) di una “battuta” che avrà il senso della leggerezza, del trasporto e del disincanto e che lo spronerà a rialzarsi sempre.
Connubio che “sotto rete” esploderà in una installazione, che sarà ricezione per il fruitore (a contatto con i materiali) di una “battuta” che avrà il senso della leggerezza, del trasporto e del disincanto e che lo spronerà a rialzarsi sempre.
venerdì 2 ottobre 2009
ENKEPHALON (dentro la testa) di Dolores Nicastro
L’opera aspira a porre due accenti: il primo cade sulla complessità ma anche sull’importanza dell’essere “femminile”, nell’universo e in un mondo in cui la donna diventa oggetto di discriminazione come in molte culture e religioni tra cui la stessa dottrina cattolica; l'altro mira a rafforzare il concetto del non soffermarsi alla forma ma di andare ben oltre e superare i preconcetti.Vuole essere una denuncia ma anche un invito a considerare questo”essere” ed il suo intelletto un dono senza il quale la società e la vita stessa non avrebbe possibilità di esistere.
Il lavoro dell’artista si concretizza in una istallazione avente forma di grosso encefalo, rigorosamente di colore bianco e dalla consistenza morbida, nel quale si possa entrare ed essere investiti da una pioggia di suoni, immagini, giochi di luce e di colori.
Il fruitore potrà sperimentare una sorta di déjà vu partendo da stralci di esperienze vissute dall’artista, essere libero di scegliere un diverso punto di osservazione e decidere quindi a quale tipo di sensazione avvicinarsi.
Il lavoro dell’artista si concretizza in una istallazione avente forma di grosso encefalo, rigorosamente di colore bianco e dalla consistenza morbida, nel quale si possa entrare ed essere investiti da una pioggia di suoni, immagini, giochi di luce e di colori.
Il fruitore potrà sperimentare una sorta di déjà vu partendo da stralci di esperienze vissute dall’artista, essere libero di scegliere un diverso punto di osservazione e decidere quindi a quale tipo di sensazione avvicinarsi.
CROMOFOBIA di Marica Berterame
Cromofobia nasce dall’esigenza di “raccontare” l’artista dopo un lungo periodo di introspezione e si propone di trasferire al fruitore l’elemento predominante della propria ricerca: l’artista vive l’introspezione come violenza maturando un’insopportabile paura di entrare in contatto con se stessa, con l’intangibile, con l’indefinito e con le sfumature di colore della propria anima.
L’artista, in verità, dietro la ricerca di se stessa teme la scoperta della propria Identità.
L’artista, in verità, dietro la ricerca di se stessa teme la scoperta della propria Identità.
Arte tatto e contatto, Le infinite soluzioni di Angela Rinaldi
I pianeti sconosciuti disposti per contornare l’opera. Vogliono chiamare nella mente dello
spettatore la possibilità dal nuovo,di una dimensione diversa,che versa in altre soluzioni
sociali. L’opera pone l’accento su alcuni oggetti di uso comune,e sulla vasta area di possibili interessati all’utilizzo. Sono praticamente elementi che ottengono risultati superiori dei prestabiliti.
Il mare con le onde presenta il riproporsi di una vicenda.
IL sole, con i raggi caldi, sostituisce alcuni sentimenti che
vanno scemando . Il sasso che regge la forchetta e la chitarra
riempiono la figura della costanza. LA forchetta e la chitarra
ormai fracassate, sono elementi inseriti in un altro settore per
svolgere una nuova funzione. Interagendo con il vento, danno
origine ad un suono. L’erba , di colore verde, che si presenta
suprema e predominante sulla terra in alcuni periodi dell’anno.
Infine la sabbia, che accoglie con morbidezza chiunque voglia calpestarla,
lasciandosi scrivere, potendo inoltre nascondere proteggere oggetti .
Vaso per fiori da porre davanti alle abitazioni rotto e asimmetrico.
Attira un gatto che lo ispeziona.
Un gatto osserva la finestra. Un altro suona la chitarra.
Rondine che porta tra gli artigli un sigaro acceso, con il quale incendierà il suo nido.
spettatore la possibilità dal nuovo,di una dimensione diversa,che versa in altre soluzioni
sociali. L’opera pone l’accento su alcuni oggetti di uso comune,e sulla vasta area di possibili interessati all’utilizzo. Sono praticamente elementi che ottengono risultati superiori dei prestabiliti.
Il mare con le onde presenta il riproporsi di una vicenda.
IL sole, con i raggi caldi, sostituisce alcuni sentimenti che
vanno scemando . Il sasso che regge la forchetta e la chitarra
riempiono la figura della costanza. LA forchetta e la chitarra
ormai fracassate, sono elementi inseriti in un altro settore per
svolgere una nuova funzione. Interagendo con il vento, danno
origine ad un suono. L’erba , di colore verde, che si presenta
suprema e predominante sulla terra in alcuni periodi dell’anno.
Infine la sabbia, che accoglie con morbidezza chiunque voglia calpestarla,
lasciandosi scrivere, potendo inoltre nascondere proteggere oggetti .
Vaso per fiori da porre davanti alle abitazioni rotto e asimmetrico.
Attira un gatto che lo ispeziona.
Un gatto osserva la finestra. Un altro suona la chitarra.
Rondine che porta tra gli artigli un sigaro acceso, con il quale incendierà il suo nido.
"Io...me...e Simona" di Simona La Vecchia
Un insieme di elementi, apparentemente distanti tra loro, che mi rappresentano perfettamente. Acqua, intesa come acqua con la quale dissetarsi, acqua del mare o di un lago e senza la quale non potrei vivere; fuoco, elemento dotato di un fascino profondo che rapisce i miei sensi; lenza ed ami da pesca, componenti essenziali della mia passione per la pesca; fotografie, il mio desiderio di fermare particolari attimi di vita, i più emozionanti che, forse, non potranno ripetersi; scheda madre di un pc, che identifica il mio interesse per il mondo tecnologico. Un collage fotografico, sorretto da filo ed ami da pesca, che riproduce una cascata d’acqua sulla scheda di un pc e che, inevitabilmente, provoca delle scintille che si tramutano in fuoco. Emozionalità in movimento continuo.
TRA SOGNO E REALTA' di Simona Lovallo
L’autoritratto ha come obiettivo quello di esprimere attraverso una foto il mio attuale stato d’animo . La scelta di questo mezzo non è casuale ma dovuta alla volontà di rivelare al fruitore una situazione ferma,statica in cui io stessa mi sento divisa tra sogno e realtà proprio come preannuncia il titolo. L’immagine ritratta dalla foto è quella di me seduta di fronte ad un palco con un sipario aperto da cui appare un ponte che nella parte centrale è diviso a metà. Ci sono due atmosfere diverse: in una parte della foto e quindi anche in una parte del ponte i colori sono scuri,cupi in quanto rappresentano una realtà che vorrei cambiare,trasformare e il ponte stesso è vecchio,cadente..mentre nell’altra parte della foto e quindi del ponte i colori sono chiari in quanto rimandano all’idea del sogno,di quelli che sono i miei desideri,le mie speranze per cui il ponte è più nuovo .Il significato del mio ruolo di spettatrice è che io mi ritrovo a guardare la mia situazione dall’ esterno senza riuscire ad agire,a decidere quale strada intraprendere…
INCORPOR-AZIONI di Simona Ragnolini




INCORPOR-AZIONE è un progetto che l’artista porta avanti da tempo sulla ricerca dell’identità; una sfida che nasce dall’esigenza di superare le proprie insicurezze.
L’artista vuole invitare il fruitore ad affrontare con lei il rapporto conflittuale che molto spesso si ha con la propria immagine riflessa in uno specchio. Crea così la sua cabina-patibolo capace di ostacolare il controllo del fruitore nella trasposizione della propria immagine su carta, attraverso l’impossibilità di vedere cosa sta realizzando la mano.
La serie di autoritratti prodotti da vita all’opera.
Attraverso un processo di scannerizzazione e di incorporazione si otterrà un autoritratto unico, affermando così un’idea di identità nuova, forte delle sue particolarità.
L’artista vuole invitare il fruitore ad affrontare con lei il rapporto conflittuale che molto spesso si ha con la propria immagine riflessa in uno specchio. Crea così la sua cabina-patibolo capace di ostacolare il controllo del fruitore nella trasposizione della propria immagine su carta, attraverso l’impossibilità di vedere cosa sta realizzando la mano.
La serie di autoritratti prodotti da vita all’opera.
Attraverso un processo di scannerizzazione e di incorporazione si otterrà un autoritratto unico, affermando così un’idea di identità nuova, forte delle sue particolarità.
non conta cio che sembriamo,ma quel che in realta siamo di Ragone Lucia

Nella società contemporanea l,'ossessione dell'umano sembra essere divenuta la cultura dell'immagine,quella tendenza a mostrarsi secondo canoni prestabiliti e omologati che ci consentano di includerci tra le persone che appaiono.
Apparire è la nuova parola d'ordine,il nuovo diktat da seguire senza alcun valore per cio' che ognuno di noi è o sente di essere.
Si scatena cosi una cura ossessiva per il corpo(vedi il proliferare di palestre,interventi di chirurgia estetica,diete dimagranti,cura maniacale per l'abbigliamento),si scatena una corsa in continua accelerazione per velare,nascondere mascherare e omologare il soggetto.
Ognuno di noi è una singolarita,una impossibile normalità,un prisma con mille sfaccettature in dialogo continuo con le alterità.
Si può continuare a velare sè stessi con le apparenze di un corpo che sembra non subire le alterazioni del tempo,o decidere di di-svelarsi, mostrando il proprio divenire,il proprio trasformarsi,il proprio modo di sentirsi vivere
Apparire è la nuova parola d'ordine,il nuovo diktat da seguire senza alcun valore per cio' che ognuno di noi è o sente di essere.
Si scatena cosi una cura ossessiva per il corpo(vedi il proliferare di palestre,interventi di chirurgia estetica,diete dimagranti,cura maniacale per l'abbigliamento),si scatena una corsa in continua accelerazione per velare,nascondere mascherare e omologare il soggetto.
Ognuno di noi è una singolarita,una impossibile normalità,un prisma con mille sfaccettature in dialogo continuo con le alterità.
Si può continuare a velare sè stessi con le apparenze di un corpo che sembra non subire le alterazioni del tempo,o decidere di di-svelarsi, mostrando il proprio divenire,il proprio trasformarsi,il proprio modo di sentirsi vivere
IO E LA BAMBOLA ANNA SAPORITO
Perché Identitart?
Titolo dell’opera : Io e l’identità
Concetto
Ho pensato di scegliere Identitart dalla unione di due parole identit-art perché rappresenta l’identità di ogni persona, cioè l’autoritratto personale
di ognuna di noi del gruppo carattere15, e arte perché rappresenta l’arte in generale e l’organizzazione e gli eventi di come si organizza una mostra culturale . Identitart, il titolo rappresenta la rubrica di carattere 15 con le rispettive identità. Poi il titolo della mia opera si chiama Io e la bambola.
Io rappresenta la mia identità personale cioè il mio autoritratto e la bambola perché quando ero piccola mia madre mi regalò una bambolina con il vestitino rosso che tengo conservata con tanto affetto perché mi ricorda i ricordi della mia infanzia e ricordi affettivi di mia madre. Il rosso
perchè è il colore che mi identifico e mi piace molto rispetto ad atri colori
questo progetto vuole rappresentare la mia identità attraverso la bambola.
Titolo dell’opera : Io e l’identità
Concetto
Ho pensato di scegliere Identitart dalla unione di due parole identit-art perché rappresenta l’identità di ogni persona, cioè l’autoritratto personale
di ognuna di noi del gruppo carattere15, e arte perché rappresenta l’arte in generale e l’organizzazione e gli eventi di come si organizza una mostra culturale . Identitart, il titolo rappresenta la rubrica di carattere 15 con le rispettive identità. Poi il titolo della mia opera si chiama Io e la bambola.
Io rappresenta la mia identità personale cioè il mio autoritratto e la bambola perché quando ero piccola mia madre mi regalò una bambolina con il vestitino rosso che tengo conservata con tanto affetto perché mi ricorda i ricordi della mia infanzia e ricordi affettivi di mia madre. Il rosso
perchè è il colore che mi identifico e mi piace molto rispetto ad atri colori
questo progetto vuole rappresentare la mia identità attraverso la bambola.
IO E IL MONDO di Gerardina Dolce
Titolo: IO E IL MONDO
Concept: l’opera si propone di sondare la realtà interiore dell’artista mettendo l’accento sulla sua concezione di uomo come animale prettamente sociale che ha bisogno di interagire con gli altri per poter sopravvivere. Per fare ciò,l’artista si servirà soltanto di una scatola composta da pannelli di vetro trasparente e deformante,chiusa ma con un piccolo foro nel quale si chiederà al fruitore di inserire qualcosa che gli appartiene e che non gli serve più(anche soltanto un pezzo di carta che ha in tasca)per un duplice scopo:mettere in evidenza il concetto caro all’artista di comunicazione e di scambio di esperienze vissute e dar nuova vita ad oggetti che sono stati usati ed hanno quindi esaurito la loro funzione originale
Concept: l’opera si propone di sondare la realtà interiore dell’artista mettendo l’accento sulla sua concezione di uomo come animale prettamente sociale che ha bisogno di interagire con gli altri per poter sopravvivere. Per fare ciò,l’artista si servirà soltanto di una scatola composta da pannelli di vetro trasparente e deformante,chiusa ma con un piccolo foro nel quale si chiederà al fruitore di inserire qualcosa che gli appartiene e che non gli serve più(anche soltanto un pezzo di carta che ha in tasca)per un duplice scopo:mettere in evidenza il concetto caro all’artista di comunicazione e di scambio di esperienze vissute e dar nuova vita ad oggetti che sono stati usati ed hanno quindi esaurito la loro funzione originale
SIGNS di Monica NIcastro
Signs è un lavoro sulla memoria e sull’impatto che i ricordi hanno su di noi e sulla nostra anima. Parole, persone, avvenimenti lasciano dei segni a volte visibili, a volte no, ma in ogni caso ci condizionano, ci cambiano, ci…segnano appunto. Il ricordo sensibile di una carezza, o quello emotivamente piacevole di una parola gentile, si manifestano così sulla pelle sotto forma di disegno, o della parola stessa. In egual modo, un dolore, la perdita di qualcosa o qualcuno di caro, un’ offesa, emergono metaforicamente come lividi, ferite e cicatrici.
Appunti sull'Autoritratto
Marica Berterame
ArtistaOpalka
Mezzo Fotografia
Nessun oggetto per scelta filosofica
Simona Lovallo
Artista Marta Rosler
Titolo Comminando tra sogno e realtà
Mezzo fotografia
Vanessa Viaggiano
Artista Segal
Titolo Penso dunque sono
Mezzo video
Angela Rinaldi
Artista Nitch
Titolo Sensazione di Brivido
Oggetto forchetta
Mezzo Fotografia disegno
Dolores Nicastro
Artista
Titolo Donna Dono/Presenza assenza
Oggetto
Mezzo installazione: grande cervello creato in nylon e poliestere all’interno del quale immagini descrivano il vissuto
Lucia Ragone
Artista Duchamp
Mezzo disegno prisma e lenzuolo
Beatrice Nolè
Movimento
Flavia Adamo
Artista Vaccari Kaprow
Titolo Tach
Mezzo Installazione interattiva foto video audio tach screen
Lucia Gallotta
Artista Carl André
Titolo Facciamo Quadrato
Oggetto Occhiali da piscina
Istallazione
Monica Nicastro
Artista Acconci, Pane, Opalka
Memoria segni e parole che compaiono sul corpo come segni della memoria
Mezzo Video o foto
I miei oggetti sono seppelliti nel mio armadio n una scatola
Gerardina Dolce
Il coinvolgimento L’utilizzo di material che hanno esaurito la loro vita Anselmo
Installazione Lente di ingrandimento o scatola
Oggetto tutti gli oggetti
Simona Ragnolini
Artista Manzoni, tutto può diventare arte, Penone il gesto che sommandosi cambia l’evoluzione delle cose
Oggetto specchio
Titolo ritratto collettivo, ritratto allo specchio
Installazione Scatole, specchi, tavole grafiche, pc, monitor
Azione disegno e rottura specchi
Michela La Vecchia
Land art denuncia sull’ambiente
Titolo Inclusion
Oggetto: Pianta di cactus con la forma di cervello
Pianta virus uomo, Acciaio lacerato dal cactus sui calanchi poi fotografata e messa in mostra con intervento pittorico o di materiale prelevato dai calanchi
Anna Saporito
Buren
Oggetto piccola Bambola/ colore rosso
Titolo Io, i colori e la bambola
Fotografia Bambola come alter ego che guarda un paesaggio primaverile
Simona La Vecchia
Oggetto. Acqua, fuoco, amo, scheda madre, fotografia
Collage fotografie appese ad ami da pesca
Suono, pannello con acqua in movmento
Titolo Io, me e Simona
ArtistaOpalka
Mezzo Fotografia
Nessun oggetto per scelta filosofica
Simona Lovallo
Artista Marta Rosler
Titolo Comminando tra sogno e realtà
Mezzo fotografia
Vanessa Viaggiano
Artista Segal
Titolo Penso dunque sono
Mezzo video
Angela Rinaldi
Artista Nitch
Titolo Sensazione di Brivido
Oggetto forchetta
Mezzo Fotografia disegno
Dolores Nicastro
Artista
Titolo Donna Dono/Presenza assenza
Oggetto
Mezzo installazione: grande cervello creato in nylon e poliestere all’interno del quale immagini descrivano il vissuto
Lucia Ragone
Artista Duchamp
Mezzo disegno prisma e lenzuolo
Beatrice Nolè
Movimento
Flavia Adamo
Artista Vaccari Kaprow
Titolo Tach
Mezzo Installazione interattiva foto video audio tach screen
Lucia Gallotta
Artista Carl André
Titolo Facciamo Quadrato
Oggetto Occhiali da piscina
Istallazione
Monica Nicastro
Artista Acconci, Pane, Opalka
Memoria segni e parole che compaiono sul corpo come segni della memoria
Mezzo Video o foto
I miei oggetti sono seppelliti nel mio armadio n una scatola
Gerardina Dolce
Il coinvolgimento L’utilizzo di material che hanno esaurito la loro vita Anselmo
Installazione Lente di ingrandimento o scatola
Oggetto tutti gli oggetti
Simona Ragnolini
Artista Manzoni, tutto può diventare arte, Penone il gesto che sommandosi cambia l’evoluzione delle cose
Oggetto specchio
Titolo ritratto collettivo, ritratto allo specchio
Installazione Scatole, specchi, tavole grafiche, pc, monitor
Azione disegno e rottura specchi
Michela La Vecchia
Land art denuncia sull’ambiente
Titolo Inclusion
Oggetto: Pianta di cactus con la forma di cervello
Pianta virus uomo, Acciaio lacerato dal cactus sui calanchi poi fotografata e messa in mostra con intervento pittorico o di materiale prelevato dai calanchi
Anna Saporito
Buren
Oggetto piccola Bambola/ colore rosso
Titolo Io, i colori e la bambola
Fotografia Bambola come alter ego che guarda un paesaggio primaverile
Simona La Vecchia
Oggetto. Acqua, fuoco, amo, scheda madre, fotografia
Collage fotografie appese ad ami da pesca
Suono, pannello con acqua in movmento
Titolo Io, me e Simona
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