L’opera aspira a porre due accenti: il primo cade sulla complessità ma anche sull’importanza dell’essere “femminile”, nell’universo e in un mondo in cui la donna diventa oggetto di discriminazione come in molte culture e religioni tra cui la stessa dottrina cattolica; l'altro mira a rafforzare il concetto del non soffermarsi alla forma ma di andare ben oltre e superare i preconcetti.Vuole essere una denuncia ma anche un invito a considerare questo”essere” ed il suo intelletto un dono senza il quale la società e la vita stessa non avrebbe possibilità di esistere.
Il lavoro dell’artista si concretizza in una istallazione avente forma di grosso encefalo, rigorosamente di colore bianco e dalla consistenza morbida, nel quale si possa entrare ed essere investiti da una pioggia di suoni, immagini, giochi di luce e di colori.
Il fruitore potrà sperimentare una sorta di déjà vu partendo da stralci di esperienze vissute dall’artista, essere libero di scegliere un diverso punto di osservazione e decidere quindi a quale tipo di sensazione avvicinarsi.
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