È un gruppo composto da 15 giovani donne potentine: artiste, esperte in comunicazione, marketing, fotografia e design, accomunate dalla passione verso tutto ciò che è arte. Nasce con l’intento di rivolgersi ad un pubblico che sia il più variegato possibile, proponendo una esplorazione di qualsiasi campo dell’arte senza alcuna preclusione o pregiudizio ed aperto a qualsiasi soluzione. Carattere 15 si propone di valorizzare il proprio territorio in una logica di confronto e di scambio di esperienze, sia attraverso l’esplorazione di identità locali, sia utilizzandolo come location per grandi opere d’arte contemporanea. Verrà adottato un linguaggio originale per i contenuti e per i canali di comunicazione. Sarà possibile vedere il work in progress ed eventi alternativi anche in mondi virtuali come quello della piattaforma di Second Life. Il fruitore avrà una opportunità irripetibile: osservare il builder mentre lavora, entrando nel mondo di Carattere 15 e diventandone parte integrante anche se solo per i pochi minuti della connessione in rete.
L’espressione dell’identità collettiva esplode in frammenti di proiezioni di soggetti che si distinguono per proprie caratteristiche fisiche e morali e per una propria storia individuale che è sua e di nessun altro. Attraverso una serie di autoritratti,le singole percezioni del sé, convergono verso un unico punto di fuga che è Carattere 15. Vestendo i panni dell’artista contemporaneo, il gruppo vuole farsi conoscere in maniera diretta e profonda dai suoi utenti.
Una visione caleidoscopica di identità. L’ identità come bisogno di rappresentarsi in un insieme di capacità intellettive, spirituali ed emotive al di fuori degli schemi dell’apparire e della forma stessa si delinea nell’opera di Dolores Nicastro, dove diventa anche denuncia di una condizione della donna ancor oggi dolorosa e difficile e di Lucia Ragone che con la sua serie di prismi mette in evidenza le diverse sfaccettature di un’immagine. L’ immagine/identità subisce un processo di analisi profonda rivelando, nel lavoro di Simona Ragnolini, un rapporto conflittuale tra il sé e la propria immagine fino a diventare vera e propria paura di scoprire, scavando in se stessi, il proprio io in Marica Berterame. Rilevanza particolare viene data agli oggetti in una triplice chiave di lettura: il loro riutilizzo dopo aver esaurito la loro funzione in Angela Rinaldi e Gerardina Dolce; le emozioni suscitate dal loro movimento e dall’energia vitale che ne deriva in Simona Lavecchia, Simona Lovallo, Flavia Adamo, Maria Lucia Gallotta, Beatrice Nolè, Michela Lavecchia e Vanessa Viggiano; i ricordi che essi rievocano in Anna Saporito. Ricordi che lasciano tracce indelebili in ciascuno di noi fino a manifestarsi come segni sul proprio corpo nell’autoritratto di Monica Nicastro.
INCORPOR-AZIONI
Simona Ragnolini
Cromofobia
Marica Berterame
Le infinite soluzioni
Angela Rinaldi
Non conta ciò che sembriamo ma ciò che realmente siamo
Lucia Ragone
Basilicata da Valorizzare
PERICOLANDIA
LINEA DI NON CONFINE
IDENTITART AUTORITRATTO DI UNA CITTA'
Pericolandia
PERICOLANDIA
Concept
Pericolandia è una manifestazione annuale di arte contemporanea nel territorio dei Calanchi Lucani mirato a denunciare il pericolo che incombe sui suddetti luoghi che ospiteranno per un periodo di tempo predefinito, delle opere d’arte site specific. In questo modo i Calanchi Lucani, Aliano, Craco, ed i pozzi estrattivi dell’Eni diventano location permanente della manifestazione. I lavori saranno realizzati con materiali compatibili con l’ambiente, installati nel pieno rispetto del territorio. Verrà affidato alla fondazione Pistoletto “Cittàdellarte” la progettazione e realizzazione delle opere nelle tre zone individuate che corrispondono idealmente ai tre cerchi del “Terzo paradiso” di Michelangelo Pistoletto.Performances di musica contemporanea accompagneranno i momenti di aggregazione legati all’evento.
Linea di non confine
LINEA DI NON CONFINE
Concept
IL progetto Linea di non confine - Arte contemporanea nella costellazione di Lucus – è un evento itinerante d’arte contemporanea che mette in relazione diverse realtà locali accomunate dal fatto di trovarsi lungo la linea di confine tra le due province della regione Basilicata. Il lavoro si propone di creare una linea di comunicazione tra due realtà nell’intento di annientare un confine che può essere tanto geografico quanto politico, sociale, etico e culturale contrastando l’esistenza di una rivalità storica tra le due province, nata probabilmente per il continuo passaggio del titolo di “capoluogo “. Il progetto coinvolge uno dei maggiori esponenti della Land art come Christo a cui è affidata la creazione di un’opera di grandi dimensioni che si colloca in maniera permanente sulla “costellazione di Lucus”. I singoli paesi ospiteranno mostre di artisti locali e nazionali, come Teri Volini, che lavoreranno sulle caratteristiche sociali e paesaggistiche rielaborandole con opere site specific all’aperto o “contaminando” le sedi di associazioni culturali presenti sul territorio. Una serie di performances di musica contemporanea scandiranno gli opening dell’evento.
Identiart
IDENTITART AUTORITRATTO DI UNA CITTA
Concept
Identitart è un progetto di arte pubblica, ideato con lo scopo di fornire un ritratto della città di Potenza delineato dagli stessi cittadini. Ciascuno è invitato a partecipare in maniera attiva e potrà lasciare una traccia di sé, scegliendo uno tra i vari supporti messi a disposizione (video, foto, audio e scrittura). Tutti saranno liberi di auto-raccontarsi, svelando o meno la propria immagine, diventando essi stessi contemporaneamente artisti,protagonisti e fruitori dell’opera. In tal modo l'identità collettiva esplode in frammenti di proiezioni di soggetti che si distinguono per proprie caratteristiche e per una propria storia individuale. L’evento si articola in due fasi:una prima di raccolta degli autoritratti ed una seconda di esposizione degli stessi che convergeranno in un unico evento finale,al quale faranno da sfondo performances di musica contemporanea. Questo percorso sarà accompagnato da una mostra e da uno studio di ricerca sull’artista italiano Franco Vaccari, che nel 1972 nell’installazione della XXXVI Biennale di Venezia, espone il lavoro intitolato “Lascia una traccia fotografica del tuo passaggio”.
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